LA VIA DELLE ABBAZIE
Basilica Imperiale Santa Croce al Chienti
a Basilica Imperiale di Santa Croce al Chienti è uno di quei luoghi capaci di fermare il tempo. Immersa nella quiete della campagna tra Sant’Elpidio a Mare e il corso del fiume Chienti, appare come un grande scrigno di pietra che custodisce oltre mille anni di storia, devozione e potere imperiale.
La tradizione fa risalire la sua consacrazione al 14 settembre 887, in un giorno solenne che avrebbe visto riuniti l’imperatore Carlo III il Grosso, il vescovo di Fermo Theodosio e un’imponente assemblea di prelati. Un evento che racconta subito l’importanza straordinaria di questo luogo.
Non a caso, nel 968, l’imperatore Ottone I decise di sottrarre il monastero alla giurisdizione ecclesiastica locale per prenderlo sotto la sua diretta protezione. Fu l’inizio di un’epoca prospera: grazie ai privilegi imperiali, Santa Croce estese le sue terre, divenne un centro economico di primo piano e acquisì un ruolo strategico nel controllo delle vie di comunicazione della valle.
Quando, nel XIII secolo, la vicina Abbazia di Fiastra iniziò ad affermarsi come uno dei più grandi centri cistercensi d’Italia, Santa Croce conobbe un graduale declino che portò, nel 1266, all’unione dei suoi beni proprio con il monastero fiastrense. Nel corso dei secoli il complesso cambiò più volte funzione: nel 1468 passò al Comune di Sant’Elpidio a Mare, mentre nel Settecento e nel primo Ottocento venne trasformato in struttura agricola, arrivando persino a ospitare un granaio, abitazioni e una stalla ricavate all’interno dell’antica chiesa.
Solo nel XXI secolo Santa Croce ha ritrovato la sua dignità originaria: dopo un lungo periodo di abbandono, la basilica è stata finalmente riaperta al pubblico nel 2010, rivelando di nuovo la purezza delle sue forme romaniche, la sua imponente verticalità e il fascino severo delle abbazie medievali.
Visitare Santa Croce oggi significa entrare in uno dei luoghi più antichi e carichi di storia dell’intera valle: un punto di partenza ideale per comprendere la spiritualità, l’architettura e la vita monastica che hanno plasmato per secoli il paesaggio marchigian
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