LA VIA DELLE ABBAZIE
La via delle abbazie a PIEDI
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Un itinerario che si lascia percorrere con naturalezza, tra pianure agricole, colline dolci e abbazie millenarie. Pensato per il cammino lento, alterna tratti pianeggianti e lievi ondulazioni, con distanze equilibrate e fondo in prevalenza agevole. Un percorso accessibile e continuo, ideale per chi ama camminare senza fretta, immergendosi nel paesaggio e nella storia, senza rinunciare al piacere della scoperta.
A PIEDI TUTTO CAMBIA: I DETTAGLI, I RUMORI, LE SENSAZIONI.
IL VENTO CHE SFIORA I CAMPI, IL CANTO DEGLI UCCELLI, IL FRESCO DEI BOSCHETTI LUNGO IL CAMMINO.
LA VIA DELLE ABBAZIE È UN PERCORSO DI QUIETE E DI SCOPERTA: PERFETTO PER CHI HA BISOGNO DI PRENDERSI DEL TEMPO, DI ASCOLTARE, DI RITROVARE UN RITMO PIÙ NATURALE.
OGNI TAPPA È UNA STORIA, OGNI ABBAZIA UN CAPITOLO, OGNI PAESAGGIO UNA PAUSA
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Camminare lungo la Via delle Abbazie significa entrare dentro il paesaggio, non attraversarlo.
Il passo è lento, naturale. Il corpo trova presto un ritmo che non ha bisogno di essere forzato. Ogni chilometro diventa misura del tempo, non della distanza.
Il cammino inizia al Santuario di Santa Maria Apparente, poco fuori Civitanova Marche. È un luogo che invita alla partenza silenziosa: qui si stringono gli zaini, si regolano i passi, si lascia andare la fretta. Dal santuario il percorso accompagna verso il mare, seguendo strade tranquille e tratti pianeggianti. Il porto turistico di Civitanova Marche appare come una parentesi inattesa: i murales del progetto Vedo a Colori trasformano l’area in una galleria a cielo aperto, da vivere lentamente, camminando tra superfici dipinte e scorci sul mare. È un inizio che mescola sacro e contemporaneo, spiritualità e quotidianità.
Poi il percorso piega verso l’interno. Il rumore del mare si allontana, sostituito dal fruscio dei campi e dal canto degli uccelli. La pianura del Chienti si apre con gradualità, senza strappi. Camminare qui è facile, quasi naturale, e permette di osservare i dettagli: filari ordinati, fossi d’acqua, case sparse che raccontano una ruralità ancora viva.
La prima grande presenza è l’Abbazia Imperiale di Santa Croce al Chienti. Arrivarci a piedi ha qualcosa di solenne: la struttura emerge lentamente dal paesaggio, senza improvvisi. Le pietre raccontano secoli di passaggi, di sosta, di silenzio. Ci si ferma, si entra, si ascolta. È uno di quei luoghi in cui il cammino sembra trovare un senso più profondo.
Poco dopo, sempre seguendo il fondovalle, si raggiunge Santa Maria a Piè di Chienti. L’abbazia appare raccolta, equilibrata. Il passo rallenta spontaneamente. Qui il silenzio non è assenza, ma presenza piena. È facile sedersi, togliersi lo zaino, bere acqua e restare qualche minuto in ascolto.
Il cammino prosegue costeggiando Morrovalle. Il borgo resta in alto, visibile ma distante, come un punto di riferimento costante.
Per chi lo desidera, una breve deviazione conduce al paese e alla chiesa dei Padri Passionisti, luogo raccolto e silenzioso, perfetto per una sosta.
Proseguendo invece nel fondovalle, tra vigne e campi, il percorso restituisce l’immagine di un territorio vissuto con misura. È un tratto che invita a mantenere il passo, senza interruzioni, lasciando che il cammino scorra naturale.
Arrivare all’Abbazia di San Claudio al Chienti a piedi è un’esperienza che resta. Le torri gemelle si vedono da lontano e accompagnano l’ultimo tratto come una promessa. Quando si è finalmente lì, il luogo parla da sé: architettura potente, simbolica, carica di storia. Ci si muove lentamente intorno, come se ogni passo dovesse essere rispettoso.
Il tratto successivo attraversa la campagna di Petriolo. Il borgo è poco distante e può diventare una deviazione naturale, ma anche rimanere nel fondovalle ha un suo equilibrio. Qui il cammino è ampio, aperto, luminoso. Il paesaggio accompagna senza chiedere nulla.
Poi il cambiamento si sente, prima ancora di vederlo. L’aria diventa più fresca, i colori più profondi. L’ingresso nella Riserva Naturale dell’Abbadia di Fiastra segna uno dei momenti più intensi del percorso a piedi. I sentieri si fanno ombreggiati, i boschi proteggono il passo, i prati invitano alla sosta. Al centro, l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra domina lo spazio con una presenza calma e potente. Qui il cammino si ferma davvero: non per stanchezza, ma per scelta. È un luogo da vivere, non da attraversare.
Ripartire non è immediato, ma necessario. L’ultimo tratto accompagna dolcemente verso Tolentino, tra colline morbide e campi coltivati. Il Castello della Rancia compare come un segnale forte, una presenza che annuncia la conclusione del viaggio. Camminare accanto alle sue mura significa sentire il peso della storia, ma senza oppressione.
Infine Tolentino. L’arrivo è graduale, urbano ma mai caotico. Le strade conducono naturalmente alla Basilica di San Nicola. Entrare nel Cappellone, dopo giorni di cammino, è un gesto che chiude il cerchio: colori, affreschi, silenzio. Tutto trova posto.
La Via delle Abbazie a piedi non è un percorso difficile: in cambio restituisce qualcosa di raro, la sensazione di aver camminato dentro una storia, non solo lungo una strada.












